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mercoledì 22 maggio 2013

IN TRENO SENZA FRETTA


Il mio ultimo giorno di viaggio lo voglio dedicare ad un po' di cultura, decido di andare ad Ayhiuttaya, che si trova ad 80 km a nord di Bangkok. Tra tutti mezzi di trasporto locali provati mi manca il treno, perciò raggiungo la stazione di Hua Lampong, dove, appena arrivata non capisco nulla, non ci sono i cartelloni con gli orari dei treni, ele poche informazion che vedo sono in thailandese.
Con le mie due parole chiave, vado alle informazioni e chiedo  " trein, Ayhiuttaia", piu' facile di quello che credevo, mi da la stampa dell'orario con tutte le fermate  - andata e ritorno.
Acquisto un biglietto in terza classe e pago 15 bath, credo che il bigliettaio si sia sbagliato, gli ridico la destinazione e faccio vedere il nome sulla carta, dice ok ok.
15 Bath sono circa 40 centesimi per due ore di viaggio.
Parto alle 9,20, alle 11,20 dovrei arrivare, dico dovrei perche' gli 80 km sono stati fatti in quasi quattro ore. Due fermate dopo la partenza il treno aveva gia' accumulato due ore di ritardo,praticamente a piedi facevo prima.
All' altoparlante continuano a mandare avvisi in thailandese, nessuno dice nulla, la gente e' rimasta composta senza brontolare.



La terza classe per descriverla, e' simile alla carrozza del treno che prendo da Brescia per Parma, solo che qui ha come optional 5 ventilatori funzionanti sul soffitto.
Con me alcuni monaci, che hanno pure con se' sacchettini di cibo contenenti acqua, riso e frutta, gente thailandese e qualche turista occidentale.
Forse sara' questa filosofia buddista che li fa stare bene qui e ora, con la consapevolezza di essere su un lentissimo e caldissimo treno e di non poter cambiare la situazione.

Abituata a trenitalia, dove dopo la frase " ci scusiamo per il disagio" si alza un coro di vaffa....lo, capisco che la tranquillità fa parte di questa cultura, perchè arrabbiarmi o pentirmi di aver preso il treno? Mi godo il bel paesaggio, sudando.
Sono stata tentata di scendere e riprendere un treno per tornate a Bangkok, ma poi osservavo i monaci che con la loro pace e il loro sorriso mi hanno fatto continuare fino alla meta.
Sul treno non si muore di fame e sete , uomini e donne passano a vendere bevande e cibo, prendo dell' ananas come sempre gia' tagliato e insacchettato. Il viaggio e' davvero interminabile,  ma del finestrino vedo cose che non avrei visto da cosi' vicino.
Le tipiche case se su palafitte immerse nel verde, e tante baracche abitate di gente molto povera.
Nella lentezza c'e' sempre qualcosa da scoprire.



USI E COSTUMI - bianco, piccolo, grande, folto.



BIANCO

Cercando di capire usi e costumi thailandesi, noto che negli scaffali dei supermercati e delle profumerie ci sono tantissime creme sbiancanti di ogni tipo e marca. La pelle bianca piace ai giovani thailandesi, uomini e donne.
Le protezioni solari piu' vendute 50 e 70.
Normale vedere persone spalmarsi il borotalco, altro prodotto molto gettonato.
Nonostante il caldo e l'umido, il trucco bianco e' sempre impeccabile sulla pelle.
Nei giorni al mare ho notato che le spiaggie di giorno erano poco popolate ma dal tramonto si popolavano.
A Bangkok ho visto molti centri per i trattamenti di sbiancamento della pelle e all'ingresso logicamente bellissime ragazze  sbiancatissime ad accogliere i clienti.


PICCOLO

Le confezioni sono piccole, molto piccole.
La carta igienica facile trovarla in confezioni di un rotolo o due, shampoo, balsamo e bagnoschiuma sono da 20\25 cc, e cosi' per i detersivi, gli assorbenti, caramelle, biscotti e tutti i cibi.




GRANDE

Tra gli scaffali della profumeria creme gonfianti per un seno piu' grande, mmmhh, mi tentano, anche qui tanta scelta, molte marche diverse con la fotografia sulla confezione di seni da sogno!


FOLTE

Mai visto tanti modelli di ciglia finte tutte insieme! Folte, meno folte, lunghe meno lunghe, chiare medie o scure, e per un lavoro meglio riuscito, la riga nera a mo' di eye liner da incollarci insieme.
Da quando ho fatto questa scoperta, mi sono accorta di molte ragazze con le ciglia posticcie, sono riconoscibili non solo perche' sono folte, ma perche' le sbattono veloci, forse devono dare un po' fastidio!



DORMIRE IN UN CASSETTO

Ho visto persone dormire nei posti piu' assurdi, in posizioni da contorsionisti e su superfici inverosimili.
Le ho viste in tante occasioni, molte volte mi sono chiesta come facessero a dormire in quel modo, credo si chiami sonno, quello vero. Lavorano molte ore, sembra che qui nessuno si fermi, te ne accorgi ancora di piu' vedendoli dormire.

Una sera tornando verso la scuola a Chiang Mai, stavo inciampando in un uomo sul marciapiede, stava dormendo accanto al negozio, con la sua bicicletta vicino ed i sacchettini del cibo pronti per essere mangiati, non era un barbone, ho controllato se era vivo, respirava tranquillamente e ho visto che nessuno ha fatto una piega, aveva solo un colpo di sonno e tanta voglia di dormire.
Non dimenticando che da unire al lavoro ci sono il caldo e l'umido che qui tolgono la forza.

I MONACI SE LA RIDONO

Verso il tramonto nei templi si vedono molti monaci al lavoro,  spazzano le foglie, annaffiano i giardini, sistemano gli spazi, tolgono erbacce, fanno il cemento, lucidano i buddha, insomma un grande fermento.
Qualcuno ti saluta, ti chiedono di dove sei e se sai l'inglese puoi anche stare a raccontarla un po'.
Sono riuscita a scampare di pochi centimetri agli scherzi  con la canna dell'acqua, un monaco ha interrotto l'annaffiamento dei fiori per annaffiare tre monaci che passavano con la cariola, e come se la ridevano tutti ciombi!
Il senso dell'umorismo non manca qui.
Ho visto molti monaci tatuati e fisicati, cosi' svestiti non puo' sfuggire nulla all'occhio!
Nei templi c'e' posto per tutti, senza pregiudizio.

lunedì 20 maggio 2013

BANGKOK, CITTA' SORPRENDENTE


Sono ritornata a Bangkok, dopo Chiang Mai e Ko Samet per passarci gli ultimi tre giorni di questo viaggio. Ho lasciato l'isola cosi' tranquilla e silenziosa per circondarmi ancora dell'energia di questa citta'.
Bangkok mi sorprende, ovunque io vada trovo qualcosa che mi incuriosisce. E' la prima volta che vedo una citta' del genere, nonostante il traffico e l'inquinamento, mi ha affascinata.
E' una citta' piena di contrasti, ai palazzi super moderni si affiancano  palafitte e templi, alla cucina di strada il ristorante griffato, al tuk tuk si affianca l'automobile ultimo modello...
La puoi ammirare dall'alto viaggiando con lo skytrain, dal basso a piedi e in bus , e dal fiume con il traghetto, e per ogni punto di vista non puo' non incantarti.
Emana un energia fortissima, sembra che non dorma mai e forse e' cosi'.
Oggi sono stata a Chinatown, un mercato immenso, un groviglio di viuzze piene di tutto, mi sono persa, sono entrata da una parte e quando sono riuscita ad uscirne, ero gia' molto lontana da dove ero partita a tal punto da non capire nemmeno dalla cartina dove mi trovassi.
A Chinatown si trova tutto, anche quello che non hai mai pensato esistesse, l'utile, e l'inutile che diventa necessario.
Li' c'e'. C'e' cosi' tanta roba, che non capisci piu' cosa potresti comperare.
Tantissimi venditori di sexy toys e pillole afrodisiache miracolose (li hanno inventati i cinesi!), dvd pornografici, orologi, occhiali, tessuti, bulloni e viti, bigiotteria, accessori per capelli, lenti a contatto multicolori...e cibo, tanto cibo.
Ho provato un nuovo frutto, una specie di mela verde biturzolata, non so il nome, venduta a spicchi e con una granella rosa tipo zucchero. Un ragazzo thailandese  la prende pure, osservo cosa fa della granella. Prende la singola fetta e la inzuppa.mmmm, non mi convince. La assaggio. Bheeehh che schifo,  e' zucchero con sale e peperoncino! Ma come fa a mangiarle con quella faccia felice? Mi mangio il frutto puro e getto la granella, in effetti sembra solo una mela verde, e questa granella ora noto che usano spesso con la frutta piu' acida.
Mi consolo con due spiedini di maiale leggermente caramellati!

sabato 18 maggio 2013

KO SAMET lanterne colorate

Ko Samet e' una piccola isola tranquilla, qui e' bassa stagione, non si vedono molti turisti e  di quelli che si vedono la maggior parte sono thailandesi. Essendo la piu' vicina a Bangkok ( 3 ore e mezza in autobus), e' meta di turismo locale.
Di giorno le spiagge sono poco popolate ma al tramonto si trasformano. In pochi minuti sulla sabbia appaiono tavoli, sedie, tappeti e cuscini, le spiaggie cambiano forma, le luci sospese si illuminano.
Le lanterne  appese agli alberi o a bastoni di bambu' sono molte suggestive, realizzate in  carta di riso, in plastica riciclata, in midollino, si muovono con il vento creando una meravigliosa atmosfera.
Non sembrano piu' le spiaggie che ho visto di giorno, sembra un'altra isola, un'isola che ha cambiato d'abito al calare del sole, senza disturbare, con discrezione.

Si cena a pochissimi metri dal mare, cosi' pochi che ieri sera, seduta in terra su un cuscinone in stile thai, felice della zuppa di noodle gustata con i piedi affondati nella sabbia, sul piu' bello mentre mi stavo addormentando cullata dalle onde del mare vedo che piano piano la gente se ne va. Gentilmente il ragazzo che serviva mi avvisa che sta togliendo tutto perche' e' l'ora dell'alta marea (ore 21.40) e la chiusura del locale e' decisa da questo. Per continuare le serata bisogna cambiare locale,  uno con le sedie un poco piu' lontane dal mare.

giovedì 16 maggio 2013

LA CASETTA DEGLI SPIRITI

Una cosa che mi ha colpito fin dall'arrivo in Thailandia e' la casetta degli spiriti.
Si trovano all' esterno di tutte le abitazioni.
La costruzione in genere e' in legno, rappresenta la casa in miniatura ed ospita lo spirito della casa chiamato phra phum. Prima di dimorare in una casa, la persona che andra' ad occuparla deve preoccuparsi di trovare il posto giusto per la casa degli spiriti.
All'interno statuine che rappresentano gli occupanti, animali compresi. Non possono mai mancare incensi, fiori, candeline. Bisogna trattare bene lo spirito occupante, salutarlo la mattina, portargli cibo, acqua, doni, cosi' non ci succedera' nulla di male.
Ci sono casette con all'interno bevande, cocco con cannuccia, lecca lecca, biscotti, riso, fiori di ogni tipo. Sia a Bangkok che a Chiang Mai ne ho viste veramente tante, anche nei posti piu' disparati.
Mettono allegria, spesso mi fermo e sbircio dentro le casette per conoscere tutti gli abitanti. Ne ho visto alcune con statuine di ceramica, con molti abitanti e oggetti vari. Se il padrone di casa si arricchisce, anche la casa degli spiriti deve essere arrichita di oggetti' altrimenti gli spiriti potrebbero offendersi e fare dei brutti scherzetti.

Eccone alcune, spiatele pure e non disturbate gli spiritelli!

CATTURATA SULL'ISOLA

Chiang Mai - Ko Samet
Ho lasciato Chiang Mai con dispiacere,  mi ero ambientata ed ho lasciato delle persone che avrei voluto conoscere meglio.
Dopo 15 ore di autobus, arrivo a Ban Phe alle 8 di mattina, da li una con una barca si raggiunge l'isola con mezz'ora si viaggio.
Sulla barca oltre ai passeggieri si carica di tutto, infiniti bottiglioni di acqua e sacchi pieni di ghiaccio, siamo cosi' carichi di tutto che il problema per noi passeggieri e' stato come fare a scendere dalla barca con le valigie.
L'isola di Ko Samet mi piace da subito, e' un parco naturale, non c'e' asfalto ma un'unica strada di terra battuta piena di buche. L'isola e' lunga solo 7 km, la larghezza massima 3. Pochi turisti e la maggio parte  thailandesi.

Ho prenotato il bungalow piu' conveniente dell'isola (€ 13.70) e che sorpresa, vedo e sento il mare, e' a pochissimi metri da me, proprio come desideravo.  Non potevo essere piu' fortunata.
I prezzi sule isole aumentano notevolmente, cibo e oggetti vari costano il doppio.
Il sole scotta, il primo giorno, dopo una passeggiata mattutina e un bagno, sono gia' bruciata, con grande sofferenza notturna.
L'acqua del mare e' calda, perfetta per me' nessuna fatica per entrarci e rimanerci.

BARRICATA NEL BUNGALOW

Tutto perfetto, a parte che sto scrivendo questo blog bloccata da ore nel mio bungalow. Non si apre piu' la porta, piu' di un'ora fa ho chiamato il thailandese che puliva il giardino con un "scusmi..blocccck" ma era il tono disperato che contava dato che ne' io ne' lui sabbiamo l'inglese.
Viene e a vedere, prova ad aprire dall'esterno, non ci riesce, se  ne va e non torna piu'.
Dopo un'ora capisco che si e' scordato di me. Nessuno arriva e di nuovo alla prossima persona urlo la stessa frase. Questo ci riprova e nulla, mi va meglio perche' chiama gli aiutanti, ma impossibile non si apre.
Saro' destinata continuare a stare rinchiusa con i miei coinquilini, un geko e una lumaca.

Hanno smontato la finestra con le barre (le finestre non hanno vetri ma solo barre in ferro)per riuscire ad entrare, smontato la maniglia e io intanto scrivo, per passare  il tempo, sperando di uscire dalla porta e non dalla finestra.
Ora la porta e' stata smontata' non ci capiamo ma come sempre usiamo il linguaggio universale, un sorriso per fargli i complimenti e ringraziarli, loro sorridono tutti e tre.
Ora devono rimontare porta e finestra' ed io non posso lasciare il bungalow fino che finiscono.
La mia mattinata se ne e' andata' ma tanto vedo il mare anche da qui seduta sul letto.

Insomma questa isola mi ha CATTURATA in tutti i sensi!
Se leggerete il post vuol dire che sono stata liberata!

mercoledì 15 maggio 2013

IL BUDDHA SORRIDE. SEMPRE.

Chiang Mai. Gita fuori porta, verso i monte Doi Suthep.
Dopo tante curve e tanta nausea, sono arrivata al tempio montano del Doi Suteph, a 1080 metri di altezza.
Il tempio e' il Wath Pra That, dalla strada si puo' raggiungere con una funicolare o a piedi.
Nonostante i 38 gradi, forse 37 a questa altitudine, penso che la cosa migliore sia il metodo piu' lento, in genere e' quello che riserva sempre piu' sorprese. Bastano pochi passi in salita, per capire che la scelta e' giusta. Davanti a me una scalinata lunghissima (306 scalini), con due serpenti a sette teste, simbolo di protezione nel buddhismo, e due code che salgono fino all' ultimo gradiano, unione del cielo e terra, tutte formate da pietruzze colorate e luccicanti. Spettacolare la visione, angosciante la salita. Sapevo che sarei stata accolta da un'infinita' di Buddha sorridenti, ma il sorriso in quella scalata non sono riuscita a farlo uscire, ero tropo impegnata a pulirmi il sudore.
La fatica e' stata ricompensata. Il rumore delle campanelle appese ai templi mi rigenera in pochi istanti.
Nonostante il caldo, devo coprirmi per poter entrare nel tempio, la mia gonna e' troppo corta, prendo un pareo in prestito e mi tolgo le infradito per cominciare la visita.

Appena entro mi trovo di fronte a tantissimi Buddha dorati, decori, colori, fiori, gente, monaci, e un enorme chedi d'oro dove si dice sia sepolta la reliquia del Buddha. Per questo il What Pra That e' uno dei templi piu' venerati della Thailandia.
File di campane che possono essere suonate, monaci pronti a darti la bendizione e per finire, una terrazza da cui si puo' vedere Chiang Mai dall'alto.

Difficile da descrivere tanta bellezza. Come sempre da quando ho iniziato questo viaggio tra i templi, immersa tra tanta gente che prega, esegue i rituali, osserva, parla, ride, ho sempre respirato un'aria serena.

martedì 14 maggio 2013

SI MANGIA SEMPRE - per fortuna

Bangkok - Chiang Mai
Una delle cose che adoro di questo viaggio e' che posso mangiare a qualsiasi ora e in qualsiasi posto.
La scelta e' ampia, zuppe, riso, noodle, carne alla brace, pesce, insalate, dolci, frullati di fruta, frutta esotica... cibo per tutti i gusti, vegetariani e carnivori.
Il piccante prevale molto, ma basta dire di non esagerare. (In ogni caso il loro leggero e' forte)
Dal primo giorno la colazione, il pranzo, la merenda, la cena li faccio in strada. Non c'e' stato un solo piatto che non mi abbia soddisfatta. Prima di partire ho ascoltato le mille raccomandazioni degli amici: stai attenta, non mangiare cibi crudi, non mettere il ghiaccio nelle bevande, non bere l'acqua se non quella sigillata..
Ho messo in pratica tutto questo per i primi quattro giorni, e la verita' che dal quinto mi sono scordata tutte queste cose.
A Chiang Mai quando ordini un piatto in strada, ti portano anche un bicchiere con acqua e ghiaccio, oppure ti alzi e vai a prendertela, e' in un contenitore con tanto ghiaccio (lo acquistano pronto) prendi il mestolo di cocco e ti riempi il bicchiere.

Zuppe: nonostante il caldo afoso i thailandesi non si fanno mai mancare le zuppe calde. Con verdure, con carne, piccanti, con latte di cocco, con curry verde rosso o giallo, con gamberetti, con pasta di riso..
Pad thai, il famoso piatto thailandese con pasta di riso, verdure, con o senza carne, arachidi tritate, germogli di soia.
Il pad thai salva sempre, quando ci si trova ad ordinare del cibo dove non c'e' scritto il menu' in thailandese e non ci sono foto, questa e' la parola magica, bisogna solo pronunciarla "padthaiiiiii", e sarete sicuri di mangiare qualcosa di buono.
Carne alla brace, spiedini, palline di carne o pesce infilate ne bachettino, insomma la scelta e' ampia.

Riso: per il riso la scelta e' ampia, bianco come accompagnamento o con varne, verdure, pesce, curry.. di tutto.
Ms sempre con la loro finezza, presentato a mo' di tortino, bianco o colorato che sia.

La carne e pesce alla griglia, bolliti, fritti, essicati...
Frutta esotica dolcissima, ananas, mango, papaya, licyus, e tanti altri frutti di cui non ricordo il nome ma solo la forma, dolci dolcissimi, e lo dico io che in Italia non mangio frutta perche' insapore.
Verdure di tutti i tipi sempre fresche.
Dolci al cocco, alla frutta, al cioccolato,  dolci con ingredienti difficili da scoprire.

Elencare tutti i cibi assaggiati e incontrati e' davvero difficile tanti ancora devo scoprirli.
Alle otto di mattina la gente per strada sta gia' cucinando e mangiando.

Si usa molto prendere il  cibo pronto e portarlo a casa, in effetti visti i costi e la qualita', conviene davvero, percio' e' normale vedere un sacco di gente con i sacchettini trasparenti in mano con dentro salsine colorate, polpette, riso, spiedini....

domenica 12 maggio 2013

IL MONACO NON E' AZZURRO ( ma e' un principe)

Il questo viaggio ho incontrato molte persone, di alcune rimarranno scritte le loro storie sui miei taccuini e nei miei ricordi,  ma quella di di Ottavia e Sanghe' dovete conoscerla anche voi. Ottavia e' una ragazza italiana, perso il suo lavoro di insegnante di italiano a Praga decide di andare a fare volontariato a Kathmandu'.  Arriva in Nepal, dove fa la volontaria in un' associazione per il recupero di cani randagi malati e da qualche lezione di inglese. Incuriosita dal mondo e dalle lingue, vuole apprendere il tibetano, cosi' cerca qualcuno che possa insegnarglielo. Si e' infilata in un monastero buddista e ha chiesto al monaco che era in ufficio in carico della libreria, se sapeva dove potesse imparare la lingua.
Lui gentilmente si e' offerto di darle lezioni. Sanghe' rinunciava ad una parte della sua pausa pranzo per insegnarle, andava da lei sulla sua terrazza e si impegnava per trasmetterle questa difficile lingua.
Dopo tante lezioni, davanti al film "Milarepa", qualcosa e' successo.
Il Monaco Sanghe' ha l'illuminazione! Ottavia aveva gia' avuto molte visioni su di lui,  ma rispettosa verso il percorso di Sanghe' da anni monaco, cercava di spegnerle.
Una vibrazione d'amore, Sanghe' si svela, si e' innamorato di lei e lei si e' innamorata di lui.
Ora stanno insieme felici e contenti, ma non e' stato facile, ci sono molti ostacoli tra loro e questi li uniscono sempre di piu'.
Sanghe' e' del Buthan e in Buthan non ci sposa con gente straniera. Come fare? Insieme iniziano a vagare, lui non puo' stare in Europa per il visto, lei non puo' stare in Buthan. Quindi?
Nepal, India, Thailandia, Cambogia, Malesia e infine a Singapore, dove finalmente possono sposarsi.
Da sposati vanno in Italia nove mesi, ma per avere la cittadinanza devono passare due o tre anni.
Li conosco qui in Thailandia, abbiamo studiato insieme alla scuola di massaggio tradmizionale thailandese e foot massage. ( pure fortunati che si faranno i massaggi a vicenda). Ora che e' terminata non sanno ancora dove andranno, ogni 15 giorni gli scade il permesso.
Ottavia e' solare, curiosa,  aperta alle novita', tutto cercava meno che un marito, tantomeno un monaco buddista.
Sanghe' e' puro, per lui tutto e' una novita'.
Rimane colpito da tutto:
La cultura occidentale, il mare, le lasagne, la raccolta differenziata, i supermercati con le verdure, i frutti di mare e il pesce, i transessuali, le coppie senza amore...
Aperto e tollerante, osserva tutto senza giudizio.
Mentre scrivo, lei fa gli addominali sdraiata accanto a me lamentandosi che non vede i risultati, lui a gambe incrociate che mette pace solo ad ascoltarlo,  continua l'elenco delle cose che l'hanno stupito.
Il traffico (aggiunge che non e' bene)
Lo stress delle persone
Del business che fanno i monasteri buddisti in Occidente
....
(Ottavia non avendo la televisione l'ha salvato da molte altre cose)
A me stupisce una cosa di Ottavia, una delle tante, nel suo vagare porta con se' la sua centrifuga. In Thailandia la usa dato che qui la frutta tropicale non manca, percio' non ho ben capito se  scegliera' le prossime in base alla frutta.
Un pensiero per noi donne single: bisogna viaggiare, fare sempre qualcosa di nuovo senza aspettare e senza aspettative.
Tutto puo' succedere si puo' trovare perfino un marito a Kathmandu'.
Una curiosita': in Buthan le persone hanno solo il nome, percio' per la richiesta della cittadinanza italiana il cognome e' obbligatorio,  cosi' in Italia gli hanno attribuito il cognome uguale al nome, percio' ora lui sara' il signor Sanghe' Sanghe'.
Potrei continuare a scrivere, ma se volete seguirli nei loro viaggi leggete il blog di Ottavia
E se volete andare in Buthan, Sanghe' vi aiutera' ad organizzare il viaggio. Ecco il sito
La birra nella foto Sanghe' l'ha appena assaggiata, l'abbiamo bevuta noi. (Vabbe'  solo per festeggiare la fine della scuola)

sabato 11 maggio 2013

LA BELLEZZA DELLE DONNE ORIENTALI

Le donne thailandesi sono belle, sono belle perche' sono vere.  Nei manifesti pubblicitari si vedono i loro volti e i loro sorrisi, nessuna donna svestita. L'immagine pubblicitaria più osè che ho visto metteva in bella mostra l'ascella, pubblicizzavano un deodorante. In Italia per pubblicizzare un deodorante per le ascelle come minimo almeno una tetta la devono mostrare.
Mai immagini volgari.



Abituata a vedere in Italia donne tutte nude e rifatte esposte in tv, sui giornali, per strada e ovunque, cio' che mi colpisce delle donne thailandesi e' la loro bellezza pura. Niente seni rifatti, labbra siliconate, scollature vertiginose, perizomi in vista, pelli tirate a lucido.
Niente donne che assomigliano a caricature di se' stesse o a bambole gonfiabili con pezzi assemblati a piacimento, ad oggi non ho ancora visto nulla del genere.
Eppure ne  ho viste tante: per strada, sulla metro, sugli autobus...
Le guardo, sono ben truccate e nonostante i 38 gradi, mai con parti intime in mostra. Donne semplici.
La bellezza thailandese e' naturale.


venerdì 10 maggio 2013

POSSO ESSERE FELICE

A-hang /Su-khi-to/ Ho-miTradotto significa "posso essere felice" e continuando il mantra che recito ormai da due settimane,  si termina la preghiera con la frase finale " che tutti gli esseri possano essere felici". Oggi ho finito il corso, sull'attestato la frase finale dice " Wishing for good healt, happiness and prosperity forever".
Credo che se la Thailandia e' definita il 'paese del sorriso' un motivo c'e' .
La parola "felicita" sta scritta fuori e dentro i templi, nelle preghiere, nelle  case, fin da piccoli ascoltano questa magica parola, la respirano e da adulti continuano ad essere accompagnati da lei.
Crescere con il pensiero positivo fa la differenza e vivere con il sorriso anche. Cammino spesso da sola, per strada, anche la sera, incontro persone sconosciute mi sorridono e io rispondo e a volte anticipo.
Non mi devono vendere nulla e niente gli serve da me, un gesto normale che ultimamente per noi italiani e' diventato eccezzionale.

POSSO ESSERE FELICE.

lunedì 6 maggio 2013

PASSAMI LA CARTAAA!

Mi ci sono voluti alcuni giorni per abituarmi ai bagni thailandesi. Se sei fortunato la carta igienica la trovi nel distributore accanto al water, spesso pero' sta fuori dal bagno, a volte fuori pure dall'antibagno. Insomma, prima di fare i bisogni, bisogna ricordarsi di prenderne la dose giusta e se quella presa non basta, ci si arrangia, a meno che si stia viaggiando in compagnia e si possa urlare come a casa " e' finita la cartaaaaaa, me la passiii??". Essendo in viaggio sola questo non deve accadere.

Questo non e' nulla, il peggio, almeno per noi donne, e' che la carta NON puo' essere gettata mel water, praticamente e' come stare su una barca a vela. In ogni bagno, il cartello e' ben evidente e dove l'avviso e' scritto in thai, un disegno chiarisce bene il divieto.
Ma c'e una cosa molto intelligente che noi italiani possiamo apprezzare, dato che siamo grandi usufruitori di bidet ( non utilizzato negli altri paesi europei). Accanto al water, tutti i bagni hanno un doccino con il getto di acqua per farsi direttamente il bidet.
Percio', se non ho preso abbastanza carta, se me la sono dimenticata, se voglio uscire dal bagno profumata, qui e' possibile.
 

domenica 5 maggio 2013

IMPARO IL MASSAGGIO THAILANDESE (quello vero)

Oggi e' il settimo giorno che studio presso una scuola di massaggio tradizionale thailandese a Chiang Mai. In Thailandia ci sono venuta  per apprendere la tecnica dei massaggi e per conoscere questo meraviglioso paese.
La scuola inizia alle nove di mattina,  dormo all'interno cosi' e' tutto piu' comodo. Mi sveglio presto per il caldo, faccio un po' di esercizio fisico per prepararmi alla giornata, poi colazione con i compagni e alle  nove l'insegnante sale sul tempietto e suona la campana. Insieme recitiamo il mantra di ringraziamento al Buddha e al dottor Shivago' e cosi' alle quattro, alla fine della lezione.

In questo video il mantra e il nostro tempio.

I miei compagni vengono da tutte le parti, Canada, Francia, Spagna, Francia, America, Messico, Giappone, Argentina...
Un interesse in comune, il piacere del massaggio.

C'e la giornalista inglese giramondo, l'insegnante universitario thailandese, l'americano che fa yoga, la segretaria francese,  il pensionato...insomma la voglia di imparare non ha eta' e paese. Siamo qui, senza aspettative e forse tutti con la sola voglia di qualcosa di nuovo.
Un' unica lingua, l'inglese. Il primo giorno e' stato il piu' difficile, anche presentarmi lo e' stato ma ora a distanza di una settimana, non e' un trauma stare in mezzo a tutti loro. Devo dire che sono stata fortunata, ci sono due persone italiane e una messicana.

La comunicazione non manca, attraverso il massaggio patliamo un'unica lingua, per il resto con un po' di francese e spagnolo, ci si riesce ad intendere e comunque ne' gli insegnanti ne' i miei compagni mi ghettizzano per questo, anzi' molti sfoggiano le poche parole che conoscono nella mia lingua che adorano perche' 'musicale' e fanno il possibile per farsi capire. Buongiorno bambina, commestai, tuttobbene, grazieprego....
La comunicazione ha mille risorse, il non verbale sta al primo posto.
Per capire ed imparare il massaggio non e' la parola detta dal maestro la cosa piu' importante ma la visione della pratica, che nemmeno mille parole possono spiegare. Praticarlo e riceverlo il piu' possibile.


Domattina iniziero' il corso avanzato, percio' altre posizioni da imparare e altre parole in inglese che non capiro'' ma non fa nulla, dopo la giornata pesante faro' quello che faccio quasi tutti i giorni dopo il corso: la scuola ha un centro massaggi incorporato, percio' terminata la lezione vago tra un massaggio tradizionale distruttivo e qualcosa di piu' rilassante come il masaggio ai piedi, ad olio o alle erbe riscaldate e messe in tamponi di cotone.

Un'altra cosa che qui non manca, molto usata dai thailandesi tutto l'anno, e' l'"herbal steam", una stanza di vapore profumato alle erbe. Nonostante i 38 gradi anche oggi l'ho fatta, boccheggiando come un pesce che tira gli ultimi, volevo competere con le thailandesi, ma e' stato impossibile, la mia durata massima senza uscire a rinfrescarmi e' al massimo dieci minuti, la loro il doppio. Ci si spalma una polverina gialla molto fine che fa da scrub se si vuole anche il miele.
Poi si esce con la pellle liscia liscia, e i 38 gradi dell' esterno non sono piu' nulla a confronto.
Credo mi sia venuta una dipendenza da tutto questo, un forte bisogno di dare piacere al corpo, di ascoltarlo e farlo parlare.
Mi sento piu' snodata, in forma nel corpo e nella mente, nonostante le giornate impegnative, l'energia la sera e' tanta.

Il corpo dobbiamo trattarlo bene, e' la nostra casa e la dimora della nostra anima.
Non possiamo farla stare scomoda.
Come insegna la filosofia orientale, la prevenzione e' piu' importante della cura.
Qui lo sanno bene.