Io e l'inglese non ci siamo ancora incontrati, e' un po' come l'anima gemella, se si incontra al momento giusto poi non la si lascia piu'. Magari succedera' cosi', attendo il momento di farmelo piacere, cosi' per opportunismo.
Questa lingua, ad una settimana dalla partenza, mi e' sconosciuta come al mio arrivo.
Rispondo a tutti quelli che mi hanno detto" ma come fai senza l'inglese?!", "non si puo' viaggiare senza conoscerlo!"
Fino in thailandia ci sono arrivata e sono orgogliosa di essere riuscita a:
- Farmi cambiare stanza all'ostello ( con una smorfia e tappata di naso)
- prenotare l' autobus per per Chiang Mai, per due giorni successivi alla prenotazione. Anzi, ho pure viaggiato sul bus statale con i thailandesi, cosi mi sono vista un film nella loro lingua e pure tutte le indicazioni che ci davano. Facile, quando vedevo che tutti alzavano il sedile precedentemente reclinato, capivo che ci saremmo fermati. Nella 10 ore di viaggio c'e' stata la'pausa per il bagno, mi e' bastato seguire le donne, per il cibo ho seguito il signore dalla camicia gialla seduto accanto a me, che con il non verbale mi ha indicato che sul biglietto del viaggio c'era il cedolino per la'zuppa thai inclusa nel viaggio.
- prenotare la scuola di massaggio tradizionale thai
- fare il corso di cucina thailandese ( supportata da federica e consolata dal fatto che nonostante i suoi sei mesi in australia non capisse molte parole). I piatti sono riusciti bene.
Insomma la prima prova e' andata, domani ne avro' una grande, inizia la scuola e tutti parleranno inglese.
La tecnica si impara osservando, ricevendo e praticando.
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domenica 28 aprile 2013
IO E L'INGLESE
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Spensierata in thailandia
lunedì 22 aprile 2013
BANGKOK inizia l'avventura
Dopo tante ore di volo finalmente sono arrivata. Distrutta, ma felice per essere riuscita ad arrivare all' ostello, tra aerei, treno, metro e treno sospeso. La prima prova e' stata richiedere un cambio camera, sono finita in una camera maschile, la cosa sarebbe potuta essere carina, ma aime', appena entrata sono stata soffocata da una ventata di calore misto a puzza di sudore e di piedi. Sono uscita in meno di un minuto, spiegando la situazione con il non verbale, facendo una faccia schifata e tappandomi il naso. Tutto perfetto, ora scrivo da una camera molto thai a prezzo della singola, troppo gentili!
Bangkok la prima impressione che mi ha fatto e' di casino, ma quello che mi piace, che incuriosisce. Da subito mi colpisce come si affiancano palazzi altissimi e moderni, a case in legno o su palafitte, insegne super tecnologiche, traffico spaventoso e cibo ovunque. La prima cosa che faccio dopo essermi sistemata e' provare il'vero cibo thai, due spiedini e zuppa di curry e noodle. Buonissimo, il tutto consumato in strada, come da tradizione
Bangkok la prima impressione che mi ha fatto e' di casino, ma quello che mi piace, che incuriosisce. Da subito mi colpisce come si affiancano palazzi altissimi e moderni, a case in legno o su palafitte, insegne super tecnologiche, traffico spaventoso e cibo ovunque. La prima cosa che faccio dopo essermi sistemata e' provare il'vero cibo thai, due spiedini e zuppa di curry e noodle. Buonissimo, il tutto consumato in strada, come da tradizione
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martedì 16 aprile 2013
Pensieripensati in Thailandia
Pensieripensati in Thailandia.
Le prove di coraggio -
Tra pochi giorni inizierà al mia avventura.
Mancano 6 giorni, ho un sacco di cose da fare e me ne sto qui a scrivere al computer, mannaggia a me.
Mi piace provare a fare cose nuove e diverse, alcune le chiamo "prove di coraggio", credo che anche questa partenza possa essere inclusa in queste prove.
Le mie prove a molti sembreranno sciocchezze, ma per me non lo sono.
Con queste prove ho potuto capire quanto siano irreali molte paure, di come vengono create dalla nostra mente (perciò da noi), paure che ci accompagnano tutta la vita impedendoci di "fare".
Siccome la mia voglia di fare è tanta, non mi rimane anche questa volta di lanciarmi, (non con il paracadute, questa è una vera paura che ho ma lanciarmi con il paracadute non è per ora una mia necessità), mi lancio in questo mondo, ed esattamente in Thailandia.
E' la prima volta che vado così' lontano da sola, ma la vera sfida è che
NON CONOSCO L'NGLESE (non serve fare quella faccia, magari qualcuno di voi che sta leggendo lo conosce benissimo ma non esce dal proprio paesello per metterlo in pratica, perciò cambiate espressione).
Avrò con me:
un manuale di frasi utili per viaggiare,
il linguaggio non verbale che mi riesce bene
il mio sorriso, che so già che vivrà dei momenti disperati, dove si trasformerà in smorfie disperate.
uozziorneim?
maineim is roberta
bene, ho finito il mio vocabolario, inizia l'avventura!
I taccuini saranno riempiti e il blog aggiornato, e come dice Isabelle,
Partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni..
seguitemi sul blog..
Le prove di coraggio -
Tra pochi giorni inizierà al mia avventura.
Mancano 6 giorni, ho un sacco di cose da fare e me ne sto qui a scrivere al computer, mannaggia a me.
Mi piace provare a fare cose nuove e diverse, alcune le chiamo "prove di coraggio", credo che anche questa partenza possa essere inclusa in queste prove.
Le mie prove a molti sembreranno sciocchezze, ma per me non lo sono.
Con queste prove ho potuto capire quanto siano irreali molte paure, di come vengono create dalla nostra mente (perciò da noi), paure che ci accompagnano tutta la vita impedendoci di "fare".
Siccome la mia voglia di fare è tanta, non mi rimane anche questa volta di lanciarmi, (non con il paracadute, questa è una vera paura che ho ma lanciarmi con il paracadute non è per ora una mia necessità), mi lancio in questo mondo, ed esattamente in Thailandia.
E' la prima volta che vado così' lontano da sola, ma la vera sfida è che
NON CONOSCO L'NGLESE (non serve fare quella faccia, magari qualcuno di voi che sta leggendo lo conosce benissimo ma non esce dal proprio paesello per metterlo in pratica, perciò cambiate espressione).
Avrò con me:
un manuale di frasi utili per viaggiare,
il linguaggio non verbale che mi riesce bene
il mio sorriso, che so già che vivrà dei momenti disperati, dove si trasformerà in smorfie disperate.
uozziorneim?
maineim is roberta
bene, ho finito il mio vocabolario, inizia l'avventura!
I taccuini saranno riempiti e il blog aggiornato, e come dice Isabelle,
Partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni..
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giovedì 22 novembre 2012
DIARIO DI VIAGGIO - Boavista
Italia - Boavista 16 dicembre 2009

Una chiesa, un piccolo parco giochi al centro della piazza recintato con assi tutte colorate, queato è quello che subito si nota nella piazza centrale, qualche negozietto intorno.
I colori delle facciate, il verde delle piante, delle strade, sono fortemente contrastati dall'aria pulita e da l cielo blu.
leggi il diario di viaggio
Questa è la data della partenza,
quella del ritorno ancora non la conosco.
Ho
appena lasciato il freddo. E' da lui che me ne sono andata, mi
è insopportabile, mi e' nemico. Qui non lo incontrerò. Sole, vento, caldo, mare. Dal momento in cui lo sportello dell'aereo si è aperto
e una ventata di calore mi ha avvolta abbracciata e baciata, ho
capito che qui potrò starò bene.
Boavista.
Una piccola isola dell'arcipelago di Capoverde, a ovest della costa africana.
Il piccolo e colorato aeroporto senza tetto di Boavista accoglie lo straniero,
nessun tetto sopra la testa, non serve, qui la pioggia è cosa
rara.
In queste strade senza asfalto, ricoperte di sabbia, mi sento
accolta, come se questo posto mi fosse famigliare.
"Sentirsi a casa ovunque",
è così che mi sento.
Sal Rei è il paese più popolato dell'isola, e nonostante ciò, mi colpisce
il silenzio e la tranquillità che questo posto trasmette.

Una chiesa, un piccolo parco giochi al centro della piazza recintato con assi tutte colorate, queato è quello che subito si nota nella piazza centrale, qualche negozietto intorno.
I colori delle facciate, il verde delle piante, delle strade, sono fortemente contrastati dall'aria pulita e da l cielo blu.
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